

(Oggi pomeriggio sono andato a correre. Così come faccio quando cammino, anche quando corro, non posso fare a meno di guardarmi continuamente attorno, di osservare qualsiasi dettaglio. E anche se passa tutto più veloce, non è più difficile fermare un particolare, anzi, ne passano talmente tanti in un attimo che è impossibile non riuscire a prenderli. E c’è una cosa che noti quando corri, che correre non è come camminare più veloce, correre non è camminare in avanti. Correre non è un percorso, è spazio. Correre non è lunghezza, è larghezza. Lo noti perché, quando corri, le persone che camminano verso di te si spostano per lasciarti passare, e non è una cortesia, non è un gesto istintivo, quella è forza. E’ quella forza che ha solo un altro modo per venir fuori, è quella forza che hanno solo le persone che camminano insieme, è quella forza che hanno le persone che camminano tenendosi per mano, che riescono a tenersi anche in mezzo a un mare di gente. Perché quando cammini da solo in mezzo ad una folla devi prenderti il tuo spazio, sei costretto a spingere per trovarlo, a subire anche, ma diverso è se riesci a costruire quella forza, allora non hai bisogno più di niente, quelle due mani che si tengono non si spezzano e si prendono tutto lo spazio di cui hanno bisogno, senza dover lottare, perché lo hanno già fatto prima, per riuscire a mantenersi una nell’altra. E lo stesso vale anche quando corri, le persone si spostano per lasciarti il tuo spazio, perché in quel momento hai una forza in più che loro non hanno. E oggi, mentre correvo, e come al solito avevo le cuffie nelle orecchie senza riuscire minimamente ad ascoltare le parole delle canzoni, mi sono fatto prendere da questo pensiero, e per tutto il tempo ho avuto davanti agli occhi un’immagine, e mi è tornato in mente che da qualche parte nel mio computer c’era ancora questa foto che porta la data di un po’ di anni fa, e che se anche gli manca una o, e non si sa perché, mi ha ricordato quanto può essere bello sentirsi dentro quella forza, non quella che ti fa correre, ma quella che ti fa prendere ogni spazio tenendo nella tua un’altra mano.)