

(E come ogni volta che passo ore a mettere in ordine, poi viene fuori qualcosa che nemmeno ricordavo di aver mai avuto. Oggi è venuto fuori questo biglietto di qualche anno fa. Che belli i treni! (anche se si tratta di trenitalia), qualcuno potrebbe dire, beh, io anche se ho tumblr, non ho mai avuto un bel rapporto coi treni, e preferisco anche i cani ai gatti, e non posto nemmeno molte immagini di sesso, quindi sì, sto su tumblr indegnamente, ma non è quello il punto, si parlava di treni. I treni fanno parte di quei luoghi chiusi e stretti, che a me stanno ancora più stretti di quanto siano già normalmente, e non credo che sia per il fatto che io occupi una superficie di dieci undici metri quadri, credo che certi posti mi starebbero stretti lo stesso anche se fossi alto un metro e venti e pesassi dodici chili. Allora i treni non mi piacciono molto, perché poi quando mi tocca prenderlo per forza, sembro un matto. Ora, per chi è pratico della circumvesuviana napoletana, sa che un matto non è che si noti poi molto, ce ne sono a centinaia ogni giorno, perché già solo prendere un qualsiasi treno della circumvesuviana fa di te un matto, anche se sei costretto a prenderlo per andare a scuola o a lavoro, non conta, non c’è giustificazione, puoi anche portare il certificato medico, ma una volta che sali sul treno entri di diritto nella categoria dei matti, devi solo accettarlo. Ma il fatto di essere tutti matti non toglie che qualcuno possa esserlo di più, e lì ci sono io. Per esempio, tanto per dire, io solitamente il viaggio me lo faccio in piedi, che duri dieci minuti o un’ora, e anche quando ci sono posti liberi, perché il treno mi mette ansia, e se mi siedo poi mi tocca pensare che il treno mi mette ansia, invece se sto in piedi e ci sono cinquanta posti liberi, penso che la gente stia pensando che io sia cretino, allora non penso al fatto che il treno mi mette ansia.
Il treno in questione partiva la mattina da Roma Termini, per arrivare alla stazione centrale di Napoli un paio d’ore dopo. Il giorno è quello poco prima del mio compleanno, due giorni dopo avrei compiuto ventidue anni. E ora c’è da dire anche che a me non piace molto il mio compleanno, per esempio i diciotto anni li ho semplicemente festeggiati con tre amici, saltando un giorno di scuola, senza fare nessuna festa in discoteca, o facendo cene che sembrano più o meno quelle di un matrimonio, di un matrimonio napoletano tra l’altro. Ma qualcuno, più precisamente la persona che poi mi lasciò quel biglietto, mi disse che dovevo aspettarmi che da quella volta sarebbe stato diverso, ed effettivamente quella volta fu diverso, infatti se prima non mi piaceva molto, dopo quella volta cominciò a farmi proprio schifo, ma intanto aveva avuto ragione.
Quello fu anche il giorno in cui capii che i treni proprio non mi piacciono, a parte per tutta quella questione di prima, ma i treni proprio non mi piacciono, più precisamente i treni che partono non mi piacciono, e qualcuno potrebbe anche dire che se i treni non partono non possono nemmeno arrivare, ed è bello quando arriva qualcuno, e questo è vero, però sarebbe anche tutto più semplice se i treni potessero evitare di arrivare, se qualcuno dovesse evitare di arrivare. Sarebbe tutto più semplice se chi deve esserci c’è già, senza dover arrivare da nessun posto, senza avere un posto dove tornare. Sarebbe più semplice se ogni persona potesse esserci e restare.
Comunque la questione non riguarda nemmeno tanto i treni, che giustamente fanno quello per cui sono stati creati e non hanno nessuna colpa, il punto più che altro riguarda i ricordi. E ora sembrerà una cosa detta apposta, ma neanche coi ricordi ho poi tutto questo gran rapporto (l’ho sempre detto che ho troppi problemi). E’ che non l’ho mai capita tutta questa storia dei ricordi, perché i ricordi sono tristi, tutti i ricordi sono tristi, non ci sono ricordi felici, perché se anche ti viene in mente qualcosa di bello, poi pensi che è un ricordo e allora diventi triste, e non capisco perché qualcuno dovrebbe voler essere triste pensando a qualcosa che tra l’altro non ha più. Poi anche questa cosa che le persone le devi ricordare, e certe persone proprio non lo accettano di essere dimenticate, anche quelle che ad un certo punto scelgono di andare via, se ne vanno, però poi non lo so cos’è, gli dà un po’ fastidio se ti dimentichi di loro, tipo quella persona del biglietto, pochi giorni dopo decise che doveva darmi un modo per farla andar via, però poi dopo un anno si è ricordata che le dava fastidio che mi fossi dimenticato di lei, o che comunque così poteva sembrare. E diciamo che ho un po’ di problemi anche con le persone che si svegliano una mattina e decidono che devono venire a ricordarti che non devi dimenticarti di loro, anche se ormai è un anno che non ci sono più, e io che ho sempre pensato che le persone che decidono di vivere nel passato dovrebbero almeno evitare di rompere le palle nel presente, non l’ho mai capita molto quella cosa che uno improvvisamente un giorno si ricorda che da qualche parte c’è qualcuno che forse si è dimenticato di te.
Per esempio, io venti minuti fa sarei dovuto andare a prendere mia sorella a casa di un’amica, ma mica me lo sono ricordato. E per esempio, mia sorella, nemmeno è venuta a ricordarmi che non dovevo dimenticarmi di andare a prenderla. E’ che alcune cose proprio non te le ricordi, non te lo ricordi che avevi ancora quel biglietto chiuso nel cassetto (ho perso cinque minuti per evitare la rima, ma c’è sempre mia sorella che aspetta), e non ti ricordi nemmeno che venti(cinque) minuti fa saresti dovuto andare a prendere tua sorella. Allora facciamo che ci sono ricordi che strappi e butti nel cestino, facciamo anche che adesso vado a prendere mia sorella.)
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