THEME BY MARAUDERSMAPS
Un po' di neve in un cassetto
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# bellofior

Io voglio un calzone mozzarella e prosciutto cotto.
Non è che dovevi fa’ l’ordinazione. Dovevi dire “sì sì, è vero” u.u

(M’hanno detto che mi dona. E non è che me l’ha detto mia mamma eh u.u)

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# (...)

(Quando vuoi nascondere qualcosa, la distanza è sempre il posto più sicuro)

Io che mi chiamo Alessandro ho sempre detestato chi usava Alex come diminutivo del mio nome. Però bisogna dire che c’è di molto molto peggio, tipo il mio datore di lavoro si chiama Mariano, e oggi ho sentito un suo amico chiamarlo Mery.

Ce l'ho, ce l'ho, mi manca..
Collega di lavoro: Buongiorno
Cliente: No, stavo solo sentendo la canzone. Dopo mi prendo un calzone. Che fa anche rima.

(((In questi giorni sto scoprendo sempre di più che esiste un modo semplicissimo per valutare ciò che riesci a fare, e in questo momento il modo più semplice è vedere quanti soldi porta ciò che io riesco a fare. Quando lavori in una grossa azienda, quando dividi il lavoro con altre dieci, venti, cento persone, magari neanche ci pensi più di tanto, sai che hai la tua parte da fare, ovviamente, ma sai anche che ci sono altre persone a dividere il lavoro con te. DIverso è quando lavori in un posto e quello che trovi la sera nella cassa è venuto fuori solo dalle tue mani. Diverso è quando la mattina arrivano i fornitori a portarti le cose e tu ogni giorno devi pagarli, e sai che li paghi con quello che fai ogni giorno. Diverso è quando a fine mese ti trovi uno stipendio in mano e sai che quei soldi sono venuti fuori esclusivamente dalle tue mani. Diverso è quando sai che se ti fermi anche solo due minuti, in quei due minuti hai perso dei soldi. E sarà stupido fare un discorso del genere, legato semplicemente a un fattore economico, sarà stupido giudicare se stessi in questo modo, però alla fine è quella la cosa che più conta. Possono arrivarmi decine di complimenti, che tra l’altro mi scivolano addosso come se fossero niente, ma i complimenti rimangono ciò che sono, semplicemente parole, non portano a niente. E io probabilmente starò sbagliando tutto, in questo periodo faccio cose che non so nemmeno io come, perché, quando e tutto il resto, e quando ti muovi senza sapere niente qualcosa di sbagliato viene fuori per forza, magari anche senza rendertene conto, e sicuramente starò sbagliando a vedere le cose in questo modo, perché poi così il tempo mi sembra sempre poco, ed è sempre più poco quello che lascio a me, perché provo a metterne il più possibile lì dentro, e starò sbagliando perché in questo modo tolgo tempo anche a me stesso lì dentro, perché a volte è talmente tanta la stanchezza, è talmente tanto il senso di smarrimento, che poi mi rendo anche conto che spesso ci metto solo le mani lì, semplicemente perché ci sono cose da fare, semplicemente perché c’è tempo da dover usare, perché c’è tempo che non deve rimanere solo tempo. E a un certo punto ti rendi conto che cose come la passione, la voglia di fare, il volersi divertire facendo ciò che ti piace, sono tutte cose che devi mettere da parte, perché son tutte cose che vanno curate, che hanno bisogno di tempo da dedicarci, e quel tempo non ce l’hai più, e io sicuramente sto sbagliando tutto, perché tutte quelle cose le ho messe da parte già da un po’, insieme a tutte le altre. E io sicuramente sto sbagliando tutto, perché quando metti da parte delle cose, poi finisci che le dimentichi, e le cose che dimentichi a un certo punto non ci sono più, anche a volerle ritrovare non le trovi più dove le avevi lasciate. E io sicuramente sto sbagliando tutto, perché cerco sempre più tempo con la convinzione di costruire qualcosa, mentre trovo solo più tempo per dimenticare e perdere ogni cosa.)))

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# e chi parla più

Comunque io avevo solo detto che domani volevo uscire, ma non mi sembra il caso di scatenare l’inverno.